2010 - Non Solo Panza

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Attività > Trekking e altro

Venerdì 01 Gennaio 2010


A Casere (Kasern) in alta Valle Aurina (Ahrntal) BZ, in agile trekking sulla neve del percorso SonnenLoipe verso Prastmann fino a raggiungere Malga Adler (Adleralm). Si prosegue poi lungo la neve fresca del sentiero CAI 13, trasformato in sentiero per ciaspole e sci alpinismo, procedendo faticosamente fino in prossimità di Malga Kehrer (Keheralm), ultimo punto di ristoro estivo prima del più difficile tratto che porta al Rifugio Brigata Tridentina (Birnlücken Hütte).




Sabato 16 Gennaio 2010


Organizzata dal gruppo Apuane Extreme, uscita trekking alle Cinque Terre. Partiti dal borgo di Campiglia, attraverso sentieri boschivi dimenticati, si raggiunge Biassa. Risalita a San Antonio sul famigerato sentiero denominato "1000 scalini". Dalla selletta, vista la bellissima giornata primaverile, si decide di far ritorno scendendo prima al caratteristico borgo di Schiara, attraverso agrumeti, uliveti e vitigni a picco sul mare, per poi risalire lungo ripido e a tratti leggermente esposto sentiero non segnalato, con suggestivi scorci panoramici, che ci riporta dritto a Campiglia. (col contributo fotografico di Pluto e Mr. Magone)




Domenica 21 Febbraio 2010


Organizzata dal gruppo Rinco Boys, uscita con le ciaspole sul Monte Gazza, tra Trento e Riva del Garda. Partenza dall'antico borgo di Margone da dove si prende la strada forestale per il Monte Gazza, seguendone il tracciato esposto a sud, ben soleggiato e con scorci panoramici sulla Valle dei Laghi e, raggiunta una certa quota, anche sul Lago di Garda. Raggiunta Malga Gazza,  alpeggio con ampio pascolo da cui si gode una vista spettacolare sul Gruppo del Brenta ad ovest e sul Gruppo del Bondone se si guarda ad est, si prosegue ancora fino a cercare di raggiungere un promontorio più in quota da cui è possibile ammirare anche il Lago di Molveno, posto sull'altro versante rispetto a quello da cui si sale.




Sabato 03 Luglio 2010


Partenza da Croce di Salven sul CAI 90 in leggera discesa verso Borno. Giunti nei pressi delle piste di sci si passa su asfalto seguendo sempre per Borno fino ad imboccare la SP5. Si entra nell'abitato e subito inizia la salita verso il lago di Lova sul CAI 82, che parte asfaltato e poco ombreggiato. In seguito entrando nei boschi l'asfalto degrada fino alle ultime rampe appena prima del lago, che data la notevole pendenza, sono state cementate. Superato il bivio che conduce al laghetto artificiale, ora prosciugato per manutenzione, si prosegue la dura salita verso il rifugio di San Fermo lungo il CAi 82. Presto si esce dal bosco e si raggiugono i prati del Pian di Merì, ai piedi del massiccio pietroso di Pizzo Camino. Ora la salita si fa meno dura, salvo qualche breve strappetto, fino a giungere al rifugio che domina tutta la vallata di Borno. Dopo una sosta più lunga del previsto a causa dell'immancabile temporale, si riparte ancora in salita sul CAI 83 verso Passo Costone. In breve si raggiunge il passo che è posto sullo spartiacque tra la Val Camonica e la Val di Scalve. Da qui si imbocca il CAI 102 che per un lungo tratto sormonta proprio il crinale denominato appunto "il Costone", per poi iniziare una ripida discesa verso il Parco Naturale del Giovetto e poi, attraversando stupendi boschi di larici, puntare dritti su Croce di Salven, sbucando sulla SP 5 a pochi metri dal passo omonimo.



Sabato 10 Luglio 2010


Organizzata dal gruppo Apuane Extreme, uscita combinata trekking e mountain bike nel comprensorio delle Pale di San Martino. Da San Martino di Castrozza si raggiunge la partenza degli impianti che portano a Colverde e si imbocca il sentiero CAI 702 della Val di Roda. Dopo un primo tratto tranquillo di sottobosco, si inizia a salire bruscamente tra una fitta serpentina di tornanti, tanto che presto il bosco si dirada fino a sparire del tutto, lasciando spazio alla nuda roccia dolomitica. L'ascesa continua dopo una piccola galleria con brevi tratti leggermente esposti, pochi metri con la fune di sicurezza e diversi attraversamenti di cumuli di neve. Il panorama circostante è assolutamente mozzafiato. Giunti al Rifugio Rosetta, arrivo della funivia, con un ultimo sforzo ci si porta in vetta alla Cima della Rosetta, dente di roccia che sovrasta l'omonimo rifugio. Il programma originario prevedeva l'ascensione a Cima Vezzana, ma la presenza di grossi accumuli di neve in quota hanno fatto si che la nostra preziosissima guida alpina Antonio Zagonel scegliesse un percorso alternativo più sicuro. Terminata l'ascesa trekking ed un meritato ristoro sul terrazzo panoramico del rifugio Rosetta, il gruppo si è diviso, lasciando ai biker la discesa verso Gares e la Valle d'Agordo, mentre i trekker si sono concessi una comoda discesa a mezzo impianti.
(Parte degli scatti che seguono sono di proprietà Apuane Extreme -
si consulti l'apposita sezione per ulteriori dettagli sulla parte MTB)




Sabato 27 Novembre 2010


Organizzata dal gruppo Apuane Extreme, uscita trekking con partenza da Portovenere. Attraversato in battello lo stretto braccio di mare che separa lo splendido borgo incastonato tra acqua e roccia, si approda sull'Isola della Palmaria. Lungo carrareccie e sentieri che si snodano ora a livello del mare, ora tra picchi a strapiombo sul mare, accompagnati da magnifici scorci sulla terraferma ed altri verso il mare aperto, si effettua il periplo dell'isola. Non viene trascurata la salita fino alla sommità dello spuntone roccioso che costituisce l'isola stessa. Da cartolina la veduta di Portovenere lungo l'impegnativa e lunga discesa che ci ha ricondotti al livello del mare ed al piccolo porticciolo da dove salpare per la brevissima traversata di ritorno a terra. Si ringrazia Mr. Magone per il contributo fotografico e per la concessione anche del suo filmato.






Domenica 12 Dicembre 2010


L'idea iniziale era quella di una ciaspolata con partenza dal rifugio Croce di Marone e meta il monumento del Redentore, vetta del Monte Guglielmo. Il destino l'ha trasformata in una uscita trekking in parte sulla neve.
Partiti oltre 4 km più a valle del Rifugio Croce di Marone causa inagibilità della strada, si è proseguiti ciaspole alla mano su asfalto a tratti ghiacciato fino a raggiungere il rifugio. Si è poi proseguito sul percorso originale e solo dopo aver superato quota 1300 mt. si sarebbe potuto indossare le ciaspole, anche se si camminava ancora bene coi soli scarponi. Abbiamo così proseguito in trekking fino a raggiungere Malga Guglielmo di sotto, e dopo una breve pausa, vista l'ora ormai sopraggiunta, si è deciso di tornare seguendo lo stesso percorso fatto all'andata.




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